Villa Cilea: in vendita al tycoon di turno?

Villa Cilea a Varazze

La voce gira da un pò di tempo, ed è in perfetta contraddizione con molte promesse di rilancio di Villa Cilea fatte dalla proprietaria ovvero la SIAE la società degli editore e autori italiani, una sorta di multinazionale dai patrimoni immensi che opera da sempre a cavallo tra il diritto privato (con tutto quello che ne consegue) e il diritto pubblico (con quel poco che ne consegue).
Sarebbe interessante che la SIAE la smentisse. Cosa dice la “voce”?
Che SIAE avrebbe messo in vendita al miglior offerente per cifre davvero ridotte Villa Cilea.
Villa Cilea non è un posto qualsiasi…Francesco Cilea uno dei più importanti autori di musical irica del ‘900 volle lasciare la Villa, donandola, alla SIAE con scopi culturali e di cultura musicale.
Dunque, si direbbe oggi, per un polo culturale che immaginiamo, avrebbe voluto vedere coinvolta la città che tanto amava.
Invece Villa cilea è diventata da sempre il grande buco nero della cultura della città e il sogno di generazioni di varazzini che ne vorrebbero fare il polo culturale di prestigio della città. Il problema ad oggi è stato che la SIAE ha sempre declinato ogni ipotesi di collaborazione, limitandosi a spendere dei gran soldi per mantenere un’immensa villa ottocentesca completamente vuota.
Un sussulto si è avuto con il FAI questa primavera, che la tenne aperta per due giorni con grande successo…ma poi come al solito più nulla.
Se la voce fosse confermata, il fatto sarebbe di una gravità inaudita. Primo perchè la cosa avverebbe senza che la comunità varazzina sapesse nulla, e secondo perchè la villa finirebbe in mano a qualche milionario, trasformando questo posto vitale per la città, in una super villa privata.
Non siamo per niente sicuri che sarebbe il volere del suo antico proprietario….

1 Commento

  1. Io non mi preoccuperei più di tanto, col degrado che c’è in ogni angolo del paese, la vedo dura che arrivi qualche tycoon. stiamo sereni;-)vanno altrove i tycoon.
    Sicuramente potrebbe essere un polo culturale di livello regionale dove tenere congressi concerti, formazione per giovani artisti creando un polo di vero spessore intellettuale vista anche la posizione ed il prestigio con cui si presenta l’immobile. Ma anche tutto questo rimarrà un sogno. Pare che in questo Paese (intendo l’Italia questa volta), non si riesca a fare nulla di costruttivo e con buon senso

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