OT Tasse non pagate

Tasse: scusate non capisco. Ieri si scopre (relazione in Commissione finanze alla Camera dei Deputati) che ci sono 800 miliardi di tasse accertate ma non incassate. Si stima però che realisticamente la Repubblica Italiana ne incasserà se va bene 100. Gli altri 700 passeranno in cavalleria ovvero dovuti ma non verranno mai versati.

  1. mi chiedo a questo punto perchè io sì (pago tutte le tasse) e moltissimi per i motivi più vari non pagheranno
  2. mi chiedo chi sono questi fortunati signori che devono tanto allo Stato italiano e che immagino si facciano delle beffe
  3. mi chiedo cosa stiamo a parlare di manovre finanziarie, deficit  o aumento dei tabacchi quando con 700 miliardi si ridurrebbe di 2/3 il deficit dell’Italia fonte di tutti guai che abbiamo ora e in futuro.

Grazie

6 Commenti

  1. e bravo il sig.Paolo Caviglia,
    ha fatto una lezione di economia a noi poveri incompetenti abissali …….
    – che purtroppo assomiglia molto al gioco delle tre carte………
    con simpatia……….

  2. Il sig.Paolo Caviglia di cui non discuto la competenza e la eloquenza, in parole povere
    vuol dare la colpa all’Europa non agl’italiani.
    Premesso che non sono affatto europeista … e ho tantissimo da recriminare sulla conduzione europea, il sig. Paolo afferma che :
    “… le imposte, secondo lo spirito della nostra Costituzione non sono punitive, né sono impiegate per pagarci i servizi pubblici, come tutta la vulgata liberale sta propagandando da decenni – CONTRO LA STESSA COSTITUZIONE !- ma servono alla ridistribuzione dei redditi all’interno della società.
    1 – l’enorme debito pubblico degli italiani, volenti o incolpevoli, è stato fatto non dagli stranieri,ma in Italia ….
    2 – con che cosa si pagano i i servizi pubblici , sig. Paolo, con le caramelle ?
    3 – lei afferma ……“ debito pubblico che è emesso in “valuta straniera” e quindi va ripagato all’”estero” (BCE). Ma perché in Italia “oggi” si usa e si produce con la lira ? si esporta e si incassa non con l’euro ….. ? i cittadini italiani che posseggono BOT vengono rimborsati in lire ?
    3 – mi sembra che nell’articolo non si parli di EVASIONE FISCALE ma di TASSE NON PAGATE che se dichiarate vuol dire che derivavano da reddito avuto …
    Ben altra questione è se successivamente la crisi porta a non avere più la disponibilità di pagare, ed è una situazione contemporanea purtroppo vera – ma è anche endemico italiano fare i furbi… e avere aliquote vessatorie per gl’onesti ……

    Vorrei , per parlare di numeri, vedere la ripartizione negl’anni del debito di 700 miliardi e magari si scopre che gran parte non è di piccoli contribuenti in periodo di crisi, ma magari di grandi società e da anni ben arretrati

    • I servizi pubblici si pagano con MONETA EMESSA DALLO STATO, se lo Stato può emettere moneta, cosa che adesso in Italia non accade, perchè la moneta è emessa dalla BCE e non dallo Stato italiano.
      In teoria (e anche in pratica) un Paese industriale avanzato potrebbe non avere alcun debito pubblico, perchè può ripagare tutti i servizi che esso fornisce stampando la propria moneta a pagamento, se ha la Banca centrale sotto il controllo del Tesoro.
      perchè allora in un Paese industriale avanzato, che emette autonomamente moneta (come il Giappone) crea il proprio debito pubblico, anche molto elevato (ricordo che il Giappone ha il massimo rapporto Debito pubblico/PIL del globo) ?
      Per una semplice ragione, legata alla equazione macroeconomica dei SALDI SETTORIALI: la creazione del debito pubblico, in un Paese sovrano che può farlo (Giappone oggi e Italia fino al 1981), serve esclusivamente a TRASFERIRE RISORSE verso il settore privato, per incentivare il risparmio.
      Come funziona questo meccanismo ?
      La Banca centrale dello Stato, posseduta al 100% dal Tesoro, invece di stampare moneta per ripagare chi lavora nei servizi pubblici (cosa assolutamente fattibile e senza problemi in un popoloso Paese industriale come il Giappone o l’Italia) emette dei “pagherò” (BOT, CCT), con un interesse a piacere, se riferito al mercato interno e intestati al Ministero del Tesoro.

      Dal punto di vista di una contabilità a partita doppia il Tesoro è quindi DEBITORE di un interesse verso la Banca centrale, che risulta CREDITORE.
      Alla fine dell’anno finanziario, quando si chiudono i conti, il CREDITO della Banca centrale è un ATTIVO, che viene trasferito all’azionista unico, il Ministero del Tesoro, che aveva -fino a quel momento- una posizione PASSIVA.
      L’ATTIVO trasferito al Tesoro compensa esattamente la posizione PASSIVA che lo stesso aveva con la Banca centrale e quindi il gioco è a somma zero.
      Le posizioni attive della Banca centrale (gli interessi) vengono trasferiti al risparmiatore e messi in circolo dell’economia ma, dal punto di vista della contabilità dello Stato, sono a somma zero.

      Ricordo che, anche se sembra strano, la Banca centrale può contabilmente emettere moneta, se supportata da un Entità sovrana senza dover rendere conto ad alcuno.
      Si prenda quello che sta facendo la BCE con il cosiddetto “Quantitative Easing” (QE); il QE non è altro che l’acquisto di titoli di Stato, in quota proporzionale alla partecipazione al bilancio UE, da parte della Banca Centrale Europea.
      Di fatto la BCE stà abbattendo il debito pubblico dei Paesi soggetti a QE di una certa quota (per l’Italia mi pare di circa il 23%).
      Se domani Draghi, presidente della BCE, decidesse di BRUCIARE (con benzina e fiammifero) i titoli di Stato italiani soggetti a QE, il debito pubblico italiano calerebbe in un attimo del 23%.
      Questa è una cosa perfettamente possibile, dal punto di vista contabile (il Giappone l’ha fatto di recente, con un suo stock di debito pubblico) perchè l’acquisto dei titoli pubblici da parte della BCE non necessita di garanzia sottostante, in quanto la BCE può “stampare” autonomamente il denaro necessario.

      L’imposta, che in Italia è progressiva, servirebbe quindi solo a ridistribuire i redditi all’interno del Paese, sottraendo il “di più” a chi ha di più e con questo “di più” pagare i servizi pubblici di cui usufruiscono -in quota parte maggiore- i meno abbienti, che quindi si trovano a disposizione una maggiore parte del loro reddito per i consumi famigliari e il risparmio.
      Ecco a cosa serve la “redistribuzione”.
      Nulla vieterebbe però, ad uno Stato sovrano che può battere moneta, di stampare moneta per pagare integralmente i proprii servizi pubblici; ciò avviene nei piccoli Stati che fungono da “paradisi fiscali” e che -quindi- non raccolgono imposte sufficienti.

      Mi immagino che qualcuno ora se ne esca con: “se si stampa moneta c’è l’inflazione galoppante ecc. ecc.”
      TUTTA la letteratura scientifica moderna SERIA contraddice tale affermazione e la prova ne è che la BCE di fatto STAMPA MONETA con il QE per un controvalore pari a 60 (o 80) miliardi di € AL MESE (oramai siamo sopra ai 1200 MILIARDI DI EURO STAMPATI) ma l’inflazione non solo non aumenta (il QE era stato studiato per questo), ma siamo in piena deflazione in tutta l’eurozona.

  3. Paolo, precisiamo innanzitutto che il dato che tu esponi si riferisce a quanto esposto da Ernesto Ruffini, AD di Equitalia, davanti alla Commissione Finanze della Camera. Se interviene Equitalia vuole dire che le somme da escutere sono già a ruolo e quindi NON SI TRATTA DI EVASIONE FISCALE !
    Piuttosto bisogna chiedersi come mai i privati e le imprese italiane (piccole imprese, per lo più) non siano stati in grado di pagare quelle imposte o quelle multe.

    Ricordo a te e ai gentili lettori che le imposte, secondo lo spirito della nostra Costituzione (ancora vigente !) non sono punitive, né sono impiegate per pagarci i servizi pubblici, come tutta la vulgata liberale sta propagandando da decenni – CONTRO LA STESSA COSTITUZIONE !- ma servono alla ridistribuzione dei redditi all’interno della società.
    Il saldo primario dello stato italiano (=entrate fiscali-spesa pubblica) e da anni (quasi 20) in attivo, al netto degli interessi sul debito pubblico che è emesso in “valuta straniera” e quindi va ripagato all'”estero” (BCE).

    Ciò significa che la spesa annuale per il funzionamento dello Stato (=stipendi pubblici+welfare) è INFERIORE a quanto lo stato incassa con le tasse, alla faccia del “debitopubblicobruttoecattivo”.
    La redistribuzione quindi non c’è, ALLA FACCIA DEL DETTATO COSTITUZIONALE !

    Se lo Stato incassa più di quello che spende, secondo la dottrina economica “mainstream”, c’è un risultato evidente: si sottraggono risorse ai cittadini, anche usando le famigerate cartelle esattoriali di Equitalia e si danno ai (grandi) privati, che le capitalizzano.
    Ancora una volta questo è contro la Costituzione vigente, che tutela il risparmio (soprattutto il piccolo risparmio).

    Nella disgraziata, anticostituzionale, antilavoratrice struttura dell’Unione Europea questa è una situazione volutamente cercata, dato che per Unione Europea il risparmio non deve essere tutelato, in quanto destinare somme al piccolo risparmio privato -risorse che debbono essere create tramite il debito pubblico, secondo l’equazione macroeconomica dei SALDI SETTORIALI- e’ espressamente VIETATO, in quanto contrario agli statuti UE che impongono il mantenimento di stabilità dei prezzi e quindi di inflazione uguale a ZERO.

    Se viene impedita la redistribuzione delle risorse non si crea lavoro, né si crea risparmio; si crea soltanto POVERTA’ e incapacità di pagare anche le piccole somme iscritte al ruolo di cui parlava Ruffini (95% del totale di quella fantomatica somma di cui tu parli nel tuo scritto).

    Ricordiamocene, quando facciamo o ascoltiamo i “pipponi” di “ci vuole più Europa” o “l’Europa ha portato il benessere”.

  4. Perché l’Italia è il paese dei Furbi con la F maiuscola.
    Che senso ha comportarsi da onesti cittadini quando da noi vincono i Furbi ?
    La cosa più assurda poi è che quando i Furbi vengono scoperti salta sempre fuori qualche ipocrita perbenista (ma solo finché non vengono toccati i suoi interessi) che li giustifica e anzi in alcuni casi esalta le loro malefatte.
    Quel Giornalista che di nome fa Indro lo aveva capito da un pezzo.

    • Vorrei anche rispondere a \”l\’arcitaliano\”.

      Quel giornalista -che di nome faceva Indro- prima gran fascistone e poi mediocre SPIA del Dipartimento di Stato USA (come risulta dai cablogrammi messi in rete da Wikileaks) veniva così icasticamente (=con efficacia rappresentativa) da Costanzo preve, filosofo e uomo estremamente serio e colto:

      \”Da un lato la destra, che avrebbe in teoria dovuto difendere le identità nazionali, produceva una serie di grotteschi e ridicoli anti-italiani professionali, come l’impenitente fascistoide Indro Montanelli, l’osceno negazionista dell’uso dei gas asfissianti della campagna colonialista e razzista in Etiopia nel 1936. Il copione teatrale dell’anti-italiano consiste nell’attribuire all’intera collettività nazionale i difetti specifici ed irripetibili della propria canagliesca personalità individuale, con in più l’ipocrisia del tirarsene fuori e del fingersi un sofisticato lord anglo-scandinavo capitato per caso in un mondo di trogloditi mediterranei.\”

      Ognuno si sceglie gli esempi che preferisce; io preferisco riferirmi al nostro concittadino Lelio Basso…

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