Varazze turismo: stagioni sempre più brevi e caotiche?

La vera sfida è ampliare la stagione turistica. Per farlo occorrono precise strategie, articolate, pensate e realizzate in modo sistematico e nel medio periodo almeno. Altrimenti il rischio è evidente e crescente. Un turismo mordi e fuggi, improntato a definire la presenza magari sulle previsioni del tempo (spesso fasulle o esagerate).

Come fare allora per non essere paradossalmente ostaggi perfino di previsori del tempo senza scrupoli? Il turismo varazzino ha numeri grandi ma concentrati e alla lunga ciò porta inevitabilmente degrado, confusione, danno ambientale. A rimetterci anche la qualità dell’offerta, improntata al dovere rispondere a tantissime richieste in pochissimo tempo, ben oltre le potenzialità fisiche dei luoghi (parcheggi, stabilimenti, ristoranti ecc.). Le prossime vacanze pasquali ne saranno un esempio evidente con tantissima gente presente nei due giorni di “finestra” di tempo bello.

Ecco perché se una città turistica non è in grado di pianificare le proprie strategie con strumenti professionali rischia alla lunga di andare fuori dal turismo che conta e si deve accontentare di un turismo di basso livello. Varazze ha un tempo di permanenza medio nelle proprie strutture ricettive tra i più bassi della provincia, quali la metà di altri Comuni analoghi. questo è un primo importantissimo campanello d’allarme che indica l’assenza di strategie sviluppate che possano fermare questa tendenza che significa tantissimi milioni in meno di fatturati sul territorio. Non vogliamo affrontare il motivo del quale ci si trova in questa situazione molto critica.

Ma il dato di fatto è che nella nostra città questa situazione è molto preoccupante. Se non riuscirà ad uscire dal turismo del fine settimana di giugno-luglio-agosto è del gatto… Facile a dirsi, molto difficile provvedere, sopratutto senza il supporto professionale di chi in questo campo è esperto. Il fai-da-te non funziona. Ad una situazione difficile bisogna rispondere con mezzi sviluppati e progrediti.

L’altro problema può essere quali sono gli “esperti” ovvero rivolgersi ai soggetti giusti. Perché come in tutti campi, ci sono professionisti e professionisti. Se la tassa di soggiorno a Varazze sarà trattata come una entrata fiscale allora oggettivamente l’inizio è del tutto scoraggiante. Gli investimenti derivanti dalle risorse aggiuntive della tassa di soggiorno devono essere il frutto di una concertazione, e di una concertazioni su solide basi tecniche piuttosto sul “ho un amico che ne capisce….”

2 Commenti

  1. Quando L Assessore al Turismo ha invitato un PROFESSIONISTA ,il Sig Bertero che ha parlato di concertazione ,programmazzione ecc ecc …a Varazze è stato un fuggi fuggi generale….non ci sarà mai un progetto largamente condiviso purtropoo ,ma almeno non buttiamo al vento il lavoro fatto in questi quattro anni da chi ha a cuore ancora il bene di questa città ….associazioni,borghi,e addetti che non si sono mai tirati indietro ,perché limportante è la qualità del lavoro e non la quantità ,ricordo che Finale ogii è dove gli compete grazie all imegno di 6 persone che facevano e fanno tutt’oggi gli albergatori o i ristoratori…

  2. Io da operatore sono piuttosto fiducioso…anche se siamo noi stessi operatori a dover fare qualche passo in avanti.

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