Autostrada, alcuni giorni fa hanno cominciato a mettere i cartelli per il posizionamento dei tutor nella corsia nord, direzione ponente per ora tra Varazze e Savona. Il limite sarà di 110 km/h. Provvedimento nato sull’onda dei fatti accaduti poche settimane fa, quando nel tratto (il realtà era la corsia sud, ben più pericolosa) quando un camionista rumeno al primo giorno di lavoro, sbandò con il TIR , investendo due poveri operai che lavoravano con lavori di subappalto tra Celle e Varazze.
Il pugno duro è subito arrivato; alcuni riterranno giustamente, altri no. Il limite soggetto a tutor sarà dunque di 110 km e le multe pioveranno. C’è però un paradosso.
In questa autostrada, una delle più care d’Europa, hanno da tempo abolito la corsia d’emergenza che semplicemente non c’è. Ci dovrebbe essere ma non c’è. Vuoi che un infartuato a bordo dell’ambulanza abbia necessità di muoversi magari in una delle perenni code in autostrada…? Gran sirene e lampeggianti sperando che qualcuno si sposti.
Ma questo è assimilato. La corsia d’emergenza, segno di normalissima civiltà non c’è, però passano un terzo di auto in più e questo sembra soddisfare tutti, compresi i gestori che ovviamente hanno traffici di auto più elevati . Pare anche che non turbi più di tanto il pensiero di nessun altro perchè evidentemente, lo si deduce, la corsia di emergenza serve solo se c’è. Se non c’è…si lascia che non ci sia.
Quello che manca è un’intenzione seria di investimenti strutturali se non per i tanti, continui, e sostanzialmente secondari lavori e lavoretti sulle corsie. I tutor servono certo a fare andare molto piano le auto italiche, senza per altro creare alcun problema serio ai mezzi targati in Paesi dove le multe italiche sono nella sostanza carta straccia (es. Principato di Monaco, Bulgaria ecc.per non parlare dei paesi extra UE). In un posto normale le targhe estere multate sarebbero respinte in automatico ai caselli e l’auto sequestrata fino a pagamento del pregresso. Ma l’Italia non pare un Paese per gente attendibile.
La sensazione che il pugno duro sia “finalmente” arrivato. Sempre però con i soliti noti. Pendolari, gente che non ha alternative per muoversi a meno che non voglia fare 30 km di Aurelia in 2 ore, pagando cifre da capogiro per ogni km percorso. Abbiamo davvero risolto il problema?
Convintissimo che il tutor serva ma, su un pezzo di autostrada dove, la domenica pomeriggio da maggio a settembre da Albenga a Genova, la velocità media di percorrenza è inferiore ai 50 km/h … ho qualche dubbio sull’utilizzo del tutor ….
P.S. faccio quel tratto da 35 anni
Dove il tutor esiste da anni,vedi il tratto appenninico dell’A26,da Masone a Voltri…..gli incidenti si sono ridotti di oltre il 50%.La realtà è questa.Che poi si voglia anche far cassa,che ci siano altre soluzioni(appena entrano in Francia,i limiti vengono rispettati,senza tutor),che le autostrade sono carissime e non potrebbero nemmeno essere superstrade,non lo metto in dubbio.Ma i tutor diminuiscono di brutto la percentuale degli incidenti,quando tocchi il portafoglio……