LA CITTA’ DEGLI SPAZI MANCATI E LA COSTRUZIONE DI UN PALAZZETTO DELLO SPORT INUTILE

Varazze

Varazze ha due grandi aree disponibili (sarebbero state 3 se sbagliando non si fosse regalata la T1 ai privati): il vecchio campo Pino Ferro e l’area del Salice (zona casello autostradale).

La prima dopo un decennio di totale asservimento ai bisogni privati degli imprenditori che investono sulla T1, sarebbe destinata a vedere la costruzione di un secondo Palazzetto dello Sport dopo quello presente in centro città. Pare opportuno domandarsi perché Varazze dovrebbe avere 2 Palazzetti dello Sport con una popolazione in decrescita verticale e il primo utilizzato anche piuttosto poco. Perché il primo sarà abbattuto? No è già stato escluso. Forse per accontentare le tante società sportive purtroppo con sempre meno iscritti (non per colpa loro ovviamente) perché si litiga per l’utilizzo del primo?

Se davvero fosse così, e alcuni lo sospettano sarebbe un’assurdità.

L’area del Pino Ferro dovrebbe essere destinata ad altre tipi di strutture destinate alla gestione di eventi di livello e pluridisciplinari. Una sorta di “Palazzo di Città” incentrato sulla capacità di gestione di avvenimenti di valenza culturale, cinematografica, teatrale e concertistica. E invece no….si farà un secondo Palazzetto dello Sport. Lo sapevate? Veniamo al secondo grande spazio inutilizzato: parliamo della piana del Salice.

Da poco tempo, circa 40 anni, è al centro di infinite discussioni sul cosa farne. Si è passati da uno stadio calcistico a una pista di bici cross, da area camper a quella fallimentare propugnata con convinzione dalla passata amministrazione comunale per farne un parcheggio di interscambio per il periodo estivo. Tutte soluzioni buttate lì con poca convinzione e fondamentalmente inutili per una finalità attrattiva e gestionale. Eppure l’area è interessante perché decentrata ma sulla costa e a soli 300 metri dal casello autostradale. Attualmente il risultato finale è di un’area coperta da sterpaglie.

Le risorse non mancherebbero in un periodo storico in cui almeno i soldi pubblici da investire ci sarebbero.

Oggi, al di là della pittoresca e inutile pista acrobatica per biciclette dipinta come un’idea unica nel suo genere (siamo sicuri?), a molti pare che più che altro siano mancate idee di aprire le finestre e uscire da logiche onestamente ristrette.

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