La libertà di cronaca garantita dalla scelta

Nelle prossime settimane molto probabilmente non vi sarà più una redazione locale de La Stampa e una de Il Secolo XIX con i corrispettivi corrispondenti anche da Varazze. Sono lontani i tempi nei quali spesso al giornalista residente ufficiale, c’era tanto lavoro da dovere affiancare altri collaboratori.

In questo modo, soprattutto quando i due quotidiani erano in concorrenza, le cronache erano puntuali, coprivano ogni aspetto della Comunità e fornivano un servizio anche ai cittadini in grado di farsi idee più precise su quanto accadeva nella loro città.

La riduzione progressiva delle “voci” deve preoccupare e molto, perché in questo modo si limitano anche le fonti e gli spunti di riflessione.

La scelta di avere una sola redazione per le province di Savona e Imperia disperde un patrimonio di conoscenza “metro per metro” che era utile. Spesso i quotidiani hanno garantito una sorta di controllo del territorio, aiutando a scoperchiare situazioni spesso mormorate ma mai giunte di evidenza pubblica.

Alcuni giornalisti si sono assunti l’onere di scelte talvolta scomode a vantaggio della conoscenza collettivo indipendentemente da come la si pensasse. La cronaca locale fatta bene, e lo scrive chi conosce bene quel mondo, è molto difficile spesso più impegnativa dei “grandi” articoli di fondo sulle “grandi” questioni. Come tutte le comunità di lavoro ovviamente ci sono pessime corrispondenti e ottimi corrispondenti ma questo è normale. E sono proprio i corrispondenti veri, quelli sul campo che con questa ennesima riduzione delle redazioni e dei territori coperti rischiano il posto di lavoro.

Credo sia un danno ovviamente per loro ma anche e soprattutto per la pluralità dell’informazione e la capacità di analisi critica. Un fatto davvero preoccupante.

2 Commenti

  1. A proposito… I cittadini di Varazze continuano a pagare per il “fantomatico” addetto stampa del Comune che, se non ricordo male, abitava fuori dalla Liguria?

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