Varazze: la città che non sa lottare

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Varazze: la città che non sa lottare

Eppure il carattere dei varazzino o perl o meno quelli che rimangono non dovrebbere esserep articolarmente dolce e accomodante. Varazze però non ha mai saputo lottare con determinazione per obiettivi comuni o per lo meno non lo ha mai fatto con continuità e determinazione.

Varazze perse quasi senza colpo ferire l’ospedale degli anni ’80. Perse senza colpo ferire la “Baglietto” dopo note vicende finite anche nei tribunali italiani per oscure vicende di malversazione. Eppure i motivi non mancavano certo.

Ha perso i finanziamenti per una rete di videocontrollo per la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente (es. lotta agli incendi, ai furti in casa ecc.).

Ha perso l’hub ferroviario che ne faceva una fermata quasi obbligatoria per tutti i treni. Ha guadagnato per compenso una importante stazione dei VV.FF. che è in cotruzione da quasi un decennio e al momento è abbandonata per mancanza di fondi.

Ha perso ogni finanziamento per la sanità pubblica, per ampliare i servizi, la sede ASL, gli ambulatori. Ha perso il treno della sanità privata, sempre più importante che non è interessata ha creare piastre sanitarie private convenzionate.

Albenga, Cairo, Finale per questi obiettivi lottano, scendono in piazza e fanno sentire le loro ragioni cercando di ottenere benefici per le Comunità.

E questo a prescindere dai colori politici.

La città insomma va verso ciò che può meritare, forse ottenere senza alzare mai la voce. Una passeggiata nuova, una fiorente attività immobiliare, forse il secondo e inutile palazzetto senza aver definito e condiviso con i cittadini il destino del primo palazzetto esistente.

Si potrebbe fare molto di più per questa città.

Forse con gli stessi uomini che la amministrano ma con modalità, progetti, pianificazione obbligatoriamente diversi.

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