Non sono un avvocato. Avendo però insegnato la materia (una delle poche cattedre specifiche è a Pisa) qualcosa ricordo…. La UE ha escluso la possibilità di ristori e rimborsi ai gestori dei bagni marini uscenti sulla base di un’ipotesi di mediazione posta in essere dal Governo italiano.
Rimango dell’idea che il momento migliore è stato perso con la caduta del Governo Draghi l’unico che fosse in grado di “imporre” alla UE un accordo transattivo rispetto alla rigidità della Bolkenstein. La UE ritiene le proroghe fissate fino al 2027 come infrazioni avendo dovuto esserci le gare di aggiudicazione nel 2025. Un problema ulteriore nascerebbe dalla partecipazione di Consorzi che la giurisprudenza in alcuni casi esclude dalle gare se si determinano certe condizioni potenzialmente ostacolanti una libera concorrenza.
Diciamoci la verità… al netto dei consulenti di parte che a mio parere talvolta hanno procurato più danni che benefici insistendo per anni su posizioni indifendibili che hanno ridotto – sempre a mio parere – il potere di trattativa delle stesse associazioni in nome del “chi la dura la vince”, la situazione si sta facendo sempre più difficile.
Il mio parere personale non muta: ritengo che stabilimenti familiari veri che rispettano le regole anche fiscali e hanno alzato la qualità dei servizi o si impegnano a farlo formalmente, dovrebbero essere riconfermati a discapito di gare auspicabili e “radicali” per l’assegnazione di quest’ultima tipologia di “stabilimenti” che sono vere e proprie industrie.
Criteri di fatturato, numero dipendenti, contributi ottenuti in passato dovrebbero indicare a sufficienza le “aziende familiari” da quello che fanno finta di esserlo.
Impegno sui servizi, sull’impatto ambientale, sull’accessibilità in modo ragionevole ma reale e soprattutto controllato potrebbero essere aspetti d’interesse pubblico soddisfatti che aiuterebbero le conferme della aziende familiari con proroghe consistenti e archi temporali accettabili per fare dei piani d’azienda seri.
Si gioca con il cerino in mano. Si rischia molto soprattutto con il rimando al 2027. Forse la soluzione migliore è mettere mano seriamente e in anticipo ai piani degli arenili per arrivare al 2027 con soluzioni accettabili per tutti.
Varazze lo sta facendo – sebbene vi siano degli stop and go pericolosi – ed è sbagliato aspettare il 2027.
Nel 2027 non credo ci sarà una soluzione all’italiana come molti pensano.
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