A Varazze il PD si autoesclude dal Governo

13 Febbraio 2023 Editore 1

I tempi cambiano. Ieri si è conclusa la fase congressuale per il Congresso nazionale del PD che prevedeva che gli iscritti al PD si esprimessero a favore di uno dei candidati segretari e in particolare Bonaccini attuale presidnete della Regione Emilia-Romagna esponente dell’ala riformista e Schlein esponente dell’ala radicale che propugna alleanze con l’avvocato del popolo Conte.

In Liguria, unica regione d’Italia ha vinto alla conta (poco più di 4000 votanti in tutta la Liguria) la Schlein ma ancora più a sorpresa la deputata ha vinto persino nella sezione di Varazze.

AUTOSTRADE: AUMENTO DELLE TARIFFE. UNA PRESA IN GIRO?

11 Gennaio 2023 Editore 0

Suona come una presa in giro per i liguri costretti a girare su quelle ginkane pericolosissime (e dove molti ci hanno già lasciato la vita) con scambi di careggiata e paurosi doppisensi in galleria
E’ davvero troppo.Ritornino sui loro passi come buon senso e senso del decoro esigo

VARAZZE: TROPPO PER LE OPERE PUBBLICHE, TROPPO POCO PER LE PERSONE?

7 Novembre 2022 Editore 0

Varazze: troppo per le opere pubbliche , troppo poche per le persone. Quelle vive. Il Comune di Varazze segue l’impostazione che fu data dall’onesto ed esemplare sindaco comunista Giovanni Busso che però – non poteva saperlo o almeno quando glielo dissi io non mi capiva – era sbagliata e recitava così: “investendo nell’urbanistica e nei mutamenti di città, la città sarà più ricca, con più lavoro e i cittadini vivranno meglio”.

Resta dunque, una città impastoiata in una politica vecchia di almeno 40 anni targata addirittura PCI. Politica apparentemente fruttuosa, quella della gestione immobiliare, che è sempre redditizia poiché i prezzi si mantengono comunque oltre i 6000 euro a mq. Una miniera d’oro ma per pochi.
Ci si deve scandalizzare? No.

KM 28.762 metri LO STRANO DESTINO DI VARAZZE

27 Ottobre 2022 Editore 0

KM 28.762 metri LO STRANO DESTINO DI VARAZZE

Città strana Varazze. Troppo lontana da essere parte integrata della piattaforma economica “Genova” e troppo defilata per essere parte integrante della provincia di Savona che da sempre è decentrata verso ponente. Le rimaneva potenzialmente la possibilità di essere una sorta di capoluogo della “terra di nessuno” che poi “di nessuno” non era essendo un comprensorio di ben oltre 50.000 residenti compresi tra Savona e Genova. Ma quest’ambizione non è mai davvero decollata per molti motivi.

Se negli anni ’70 e ’80 in qualche modo era punto di riferimento tra i due capoluoghi, con il passare degli anni la città si è rinchiusa progressivamente in sé stessa, auto riducendosi lo spazio di azione ad una presenza – per altro sempre più ridotta – nel turismo del ponente ligure. Cancellate le industrie, il turismo di accoglienza (al netto business seconde case degli ultimi 15 anni) ci ha ridotto a pesare turisticamente parlando la metà di Pietra Ligure o un quarto di Alassio.

Punto fisso dei treni a lunga percorrenza, oggi e punto fisso dei soli treni locali con pochissime eccezioni, parificata a tutte le altre stazioni minori. La viabilità è quella di 70 anni fa con le strade statali verso l’interno sostanzialmente abbandonate. Nessun ufficio periferico tranne un distaccamento dei VV.FF che da 20 anni è in procinto di essere attivato.

A dire la verità di comprensoriale una cosa c’è stata ed è stata la discarica, il grande “buco nero” amministrativo della città degli ultimi 30 anni e i cui attori ancora oggi ritengono di essere importanti stakeholder della città. Per la Sanità la città ha rinunciato recentemente (non si è mai capita di chi sia stata la decisione) a qualunque ragionevole richiesta di ospitare almeno un ospedale di Comunità ed è sostanzialmente abbandonata ai servizi di trasporto di emergenza. In estate oltre 50.000 persone dipendono sostanzialmente e quasi esclusivamente dalle ambulanze.

Una macchina comunale, nonostante la grande volontà di alcun soggetti che danno l’anima, assolutamente vetusta e arretrata e la difficoltà ad “attirare” personale in mobilità da altre Amministrazioni parlano piuttosto chiaro. Un calo demografico ancora più marcato, se possibile ma lo è, dei Comuni analoghi. Insomma una città che al di là degli scintillii e le effervescenza immobiliari, e di qualche evento estivo, fatica tremendamente a ritrovarsi o a definire una direzione e una identità.

Il rischio è di perpetrare una “non città”, priva di ogni anima culturale, sociale e morale: un semplice agglomerato di dimoranti magari part time, che verosimilmente dimenticheranno in fretta anche il nome di Santa Caterina o dei cantieri Baglietto (già svenduti) se mai fosse un problema.