Varazze: “un mondo a parte?”

Varazze: un mondo a parte

Molti in questi giorni avranno visto il film di Albanese e …”Un mondo a parte” bella storia che narra di due maestri che lottano in un paesino della Marsica per non chiudere la scuola elementare minacciata dal calo demografico. Posti bellissimi che con l’abbandono vedono in una sorta di Risiko sociale,  la chiusura delle scuole e a catena dei servizi sociali, sportivi, commerciali, in una sorta di discesa senza freni che sancisce la scomparsa della Comunità, della.sua cultura, della sua storia.

Il film di Albanese, “Un mondo a parte”, offre uno sguardo penetrante sulla lotta per la sopravvivenza della scuola elementare in un piccolo villaggio Tuttavia, questa narrazione struggente non è solamente una creazione cinematografica lontana da noi; essa riflette una realtà già palpabile a Varazze, anche se spesso sfugge all’attenzione di molti.

Mariangela Calcagno, una volta maestra e ora assessore all’istruzione, è impegnata insieme ad altri in una battaglia senza quartiere per salvaguardare la scuola di Casanova, costantemente minacciata dal crollo delle iscrizioni degli studenti. Nel frattempo, anche le scuole nel cuore della città stanno lentamente svuotandosi, mentre il servizio scuolabus e gli asili nido sono sempre meno frequentati.

L’indebolimento della rete commerciale non turistica è un’altra conseguenza tangibile di questo declino demografico. I cartelli “Vendesi” spuntano come funesti presagi lungo le strade nelle zone non prosipicenti il mare, testimonianza dell’abbandono delle abitazioni da parte delle famiglie locali. Il tessuto familiare a Varazze si assottiglia sempre di più, con un’età media che supera i 55 anni. I componenti medi di una famiglia “tipo” è ridotta a qualcosa come 1,7 persone, meno di una coppia senza figli…

Il centro storico, una volta pulsante di vita, è sempre più deserto poiché i residenti preferiscono trasferirsi nelle frazioni circostanti, lasciando dietro di sé un vuoto che si fa sempre più evidente. Su quest’ultimo fenomeno nessuno ha dati precisi eppure dovrebbe essere oggetto di costante monitoraggio. Le tradizioni e la cultura locale, solide solo quando radicate nel quotidiano, rischiano ora di scomparire, privando la città della sua identità più profonda.

Il “buen ritiro” di coppie non giovani a Varazze alla ricerca delle quasi 4000 unità immobiliari messe sul mercato con la conversione di quasi tutti gli alberghi, può portare qualche vantaggio finanziario in termini di maggiori introiti fiscali, ma questo non basta a invertire la tendenza al declino demografico. Anzi. La vitalità della comunità è minacciata, e senza un’azione concertata per contrastare questa tendenza, il futuro di Varazze rischia di scivolare via come sabbia tra le dita.

Il buen ritiro varazzino porta IMU in più ma non bambini o ragazzi.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*