Quando la burocrazia perde la strada: i cartelli di ANAS tra Celle e Varazze

C’è un limite oltre il quale la burocrazia smette di essere un servizio ai cittadini e diventa un esercizio fine a sé stesso. E la recente cartellonistica installata da ANAS a Celle Ligure e lungo il tratto tra Celle e Varazze sembra rappresentare un esempio piuttosto emblematico di questo fenomeno.

Viene spontaneo chiedersi quale sia la reale utilità di una segnaletica che sembra voler distinguere, con una precisione quasi maniacale, il centro di Celle dai Piani di Celle. A chi interessa davvero sapere dove finisce il centro di Celle e dove cominciano i Piani di Celle?

Soprattutto, a quale esigenza concreta risponde questa distinzione? Migliora la viabilità? Aiuta chi arriva da fuori? Rende più semplice orientarsi? Oppure serve soltanto a ribadire una separazione amministrativa o catastale che nella vita reale non ha alcuna ragione di essere percepita?

Altre migliaia di euro sono stati sprecati per posizionare luci degne di Indianapolis in curce che non sono pericolose e dove non si ricordano incidenti significativi. Cartellonistica evidentemente messa da chi non conosce affatto quel tratto. Dimenticando per altro il guardrail abbandonato per 5 metri da sostituire da almeno 3 anni. Erano davvero quelle le assolute necessità?

Il problema non è soltanto estetico. È soprattutto una questione di priorità e di buon senso. La segnaletica stradale dovrebbe avere una funzione precisa: informare, orientare, rendere più sicuri gli spostamenti. Ogni cartello dovrebbe rispondere a una necessità reale, non diventare la traduzione su strada di classificazioni burocratiche che interessano forse qualche ufficio, ma non certamente gli automobilisti.

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