L’editore di questa pagina in passato ha già pacatamente espresso la propria opinione. Temo, contro corrente. Tuttavia questa pagina esiste anche per questo: ospitare tutte le opinioni purché rispettose ed educate.
Siamo dunque arrivati ai ricorsi al TAR. Il ricorso verte in linea teorica su presunte lesioni dei diritti soggettivi e dunque di interessi diretti del promuovente/i che talvolta hanno o possono avere rilevanza generalizzata.
Più terra-terra: si ritiene da parte del ricorrente che il progetto se realizzato potrebbe danneggiare in modo permanente alcuni diritti individuali (soggettivi) quali ad esempio le distanza di muretti dalle case, riduzione della luminosità e immagino altro un pò come se fosse passato Attila insomma…
Nella sostanza il ricorso si inserisce in una battaglia politica ingaggiata da tempo dalla minoranza in Consiglio comunale e da un Comitato di cittadini (diciamoci la verità non manca quasi mai) che contesta legittimamente il progetto.
Contesta anche il fatto che non vi sarebbe stata sufficiente “condivisione”.
Le due strade così, quella di opposizione legale-amministrativa e quella di opposizione politica al progetto in fase esecutiva inevitabilmente si incrociano.
Il TAR a breve dirà se i lavori possono continuare o meno, e molto più in là deciderà se il ricorso presentato dai ricorrenti ha fondamento o meno.
Il progetto è stato finanziato credo interamente o quasi da contributi regionali che mirano alla riqualificazionedella zona.
Il tutto incrociato con la vicenda “pompata” all’inverosimile dell’opera d’arte (nella fattispecie il non bello Nettuno, in marmo bianco di Carrara di artista che a me personalmente non piace, per ch lo conosce ovviamente) che non fa parte del progetto della piazza.
Si andrà presto a rivedere la procedura per la scelta dell’opera da collocare con un processo participativo guidato da uno snello comitato tecnico di esperti di arte. Mi pare un’ottima idea.
Ricorderete che pur non amando l’opera proposta all’epoca, PdV si espresse favorevolmente per la novità positiva di collocare opere d’arte di VALORE in città. La città da questo punto di vista è semplicemente terrificante al momento. Abomini estetici come il monumento ai Caduti del Mare (a quando la sostituzione?) si spera si possano mai più ripetere in una città che mira ad abbellirsi.
L’arte di qualità (sì anche quella costosa) è un patrimonio collettivo su cui è giusto e opportuno investire. La bellezza non è un di più: l’armonia e la bellezza sono un elemento imprescindibile della nostra cultura italiana, irripetibile e come tale va incoraggiata anche con soldi pubblici.
Varazze da questo punto di vista parte dall’anno zero ma parte.
Ben vengano le discussioni se un’opera di valore piace o non piace. L’arte è bella ed esiste anche per quello.
Il giudizio artistico come forse in questo caso, può diventare anche “politica”, è sempre successo, purché sia arte contemporanea di qualità e rilievo.
Per fare questo bene il parere della Comunità ma anche e sopratutto di chi di arte contemporanea vive, collezione, studia.
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