È una domanda che credo sia ormai necessario porsi con chiarezza.
Il mercato del sabato delle merci varie sembra aver perso gran parte della sua funzione originaria. Sono pochissimi gli operatori commerciali della zona presenti, l’offerta appare sempre più ridotta e la qualità delle merci sembra in progressivo ribasso. Anche i clienti sono sempre meno numerosi.
A fronte di questo, però, per la città il disagio rimane importante: strade occupate, parcheggi sottratti, viabilità condizionata e difficoltà per residenti e attività commerciali.
Insomma, il rapporto tra i benefici che il mercato produce e i disagi che comporta sembra essere diventato sempre più difficile da giustificare.
Non è una critica agli ambulanti, che svolgono il loro lavoro, ma una considerazione sull’utilità complessiva di mantenere un appuntamento che appare ormai sempre meno frequentato, meno qualificato rimanendo fortemente più impattante sulla vita della città.
Diverso è il discorso per il mercato ortofrutticolo, che rappresenta ancora un servizio utile, con una domanda reale e un’offerta che mantiene una sua funzione per residenti e visitatori.
Per le merci varie, invece, forse bisogna riconoscere il ruolo oramai privo delle caratteristiche che ebbe nei decenni passati.
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