La premessa è doverosa: una serata come quella di ieri, con il concerto delle giovani promesse portate sul palco da Radio 105, può essere giudicata in modi molto diversi. C’è sicuramente chi si è divertito e chi, invece, è rimasto deluso.
Un appunto, però, dal punto di vista strettamente tecnico si può fare: la regia dell’evento non è sembrata particolarmente efficace e soprattutto l’impianto audio ha mostrato diversi problemi, con i bassi frequentemente in distorsione. Da un appuntamento firmato Radio 105, sinceramente, ci si poteva aspettare qualcosa di più.
La partecipazione, invece, è stata significativa: circa 500 persone hanno seguito stabilmente l’evento, alle quali si sono aggiunti altri 400 circa tra curiosi e spettatori nelle zone più distanti.
Ma il vero tema, forse, non è il concerto di ieri sera.
È una riflessione più ampia su come Varazze possa continuare a crescere nella sua offerta di eventi senza entrare in conflitto con la propria viabilità e con la vita quotidiana della città.
Da giovedì, e ancora oggi che ci troviamo in uno dei fine settimana più delicati dell’estate dal punto di vista del traffico, la presenza del mercato e la contemporanea chiusura di Viale Nazioni Unite hanno inevitabilmente reso più complessi gli spostamenti.
Il problema è strutturale: Varazze, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, si trova a gestire una presenza complessiva che può raggiungere decine di migliaia di persone, disponendo però di una rete viaria con alternative molto limitate.
Ed è qui che emerge una peculiarità della nostra città.
Località turistiche come Loano, Finale Ligure, Albenga o Pietra Ligure dispongono di piazze e spazi urbani che possono essere utilizzati per grandi manifestazioni, consentendo di concentrare migliaia di persone senza necessariamente interrompere arterie fondamentali della viabilità.
Varazze, invece, non dispone di una vera grande piazza centrale naturalmente vocata ai grandi eventi.
Viale Nazioni Unite diventa quindi, in molte occasioni, una delle poche possibilità concrete per ospitare manifestazioni importanti.
Ma è evidente che questa scelta comporta un prezzo: quando l’area viene utilizzata per un grande evento, soprattutto in una sera di forte affluenza come il venerdì di agosto, le ripercussioni sulla viabilità possono essere importanti e proseguire anche nella giornata successiva.
La domanda, allora, non dovrebbe essere se organizzare o meno gli eventi.
La domanda è: Varazze dispone oggi degli spazi adeguati per poterli organizzare?
Probabilmente la risposta è no.
E forse proprio da qui dovrebbe partire una riflessione progettuale per il futuro.
Varazze ha bisogno di uno spazio moderno dedicato a eventi, mostre, concerti, manifestazioni e iniziative culturali, capace di funzionare durante tutto l’anno e non soltanto nei mesi estivi.
La costruzione del nuovo palazzetto dello sport nell’area dell’ex campo sportivo potrebbe rappresentare, in questo senso, un’occasione importante per aprire una discussione più ampia.
Perché non iniziare a ragionare seriamente sul futuro dell’attuale palazzetto dello sport, oggi ormai vetusto, immaginando nel tempo la sua trasformazione in una struttura polivalente per eventi, cultura, spettacoli e congressi?
Non si tratta di trovare una soluzione al problema di un singolo sabato sera.
Si tratta di immaginare la Varazze dei prossimi 10, 20 o 30 anni.
Una città turistica che vuole attrarre persone, organizzare eventi e offrire sempre più occasioni di intrattenimento deve necessariamente interrogarsi anche sulle proprie infrastrutture.
Perché un grande evento è una risorsa per la città.
Ma avere il luogo giusto per ospitarlo può trasformare un problema di viabilità in una vera opportunità di sviluppo.
Forse la riflessione da fare oggi è proprio questa: non soltanto quali eventi vogliamo per Varazze, ma quale Varazze vogliamo costruire per poterli ospitare.
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