Piano colore: un passo in avanti

L’altro ieri si è tenuta la presentazione ufficiale del “Piano Colore” ovvero di quei criteri che permettono di inserire i rifacimenti e le ristrutturazioni degli immobili secondo criteri validi e possibilmente apprezzabili affinché la città mantenga un minimo di coerenza stilistica legata  ai colori degli edifici (e non solo).

Un lavoro lungo ma che risponde ad un vuoto drammatico in questa città, che ha permesso nel tempo delle brutture inarrivabili. Dubbi? Basta che alziate lo sguardo, nel centro storico, e troverete “astronavi” atterrate su palazzi dell’800 o straordinari “inserti bianco latte” su palazzi dalla livrea inconfondibilmente rivierasca.

Dò volentieri atto all’amico Massimo Baccino, di avere percepito questa necessità drammatica e di aver prodotto un primo importante passo.  Perché questa città non si era mai posta il problema seriamente e i risultati purtroppo si vedono con il passare del tempo. Si possono fare tutte le piazze Dante di questo mondo (bruttura a caro prezzo) ma se poi avete una città che ricorda per coerenza stilistica tendente a Calcutta, non è che si possa pretendere più di tanto in fatto di turismo.

L’ho già scritto alla nausea. La bellezza ha un valore economico e turistico incredibile. Curarsene vuole dire anche denaro e non perdita di tempo ma incredibilmente ciò non è mai avvenuto.  Baccino in questo senso ha lanciato un primo messaggio anche se ovviamente può essere solo l’inizio. Non occuparsi del bello, significa alla lunga suicidarsi come città turistica.

Ok, ora chiudete gli occhi e pensate….perchè andreste a fare una passeggiata a Portofino? Se vi siete dati una risposta…capirete il senso di questo post…

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