Era il 28 Novembre 2011

Ebbene si era il 28 novembre del 2011 quando parliamo di Varazze pubblicava i primi 2 articoli

varazze_municipio1Varazze ha bisogno di pensare. Sì, c’è un grande bisogno di creare aree di pensiero per una città che pare aver perso completamente la direzione verso cui muoversi ma che sopratutto,  pare aver perso completamente l’identità che ne ha fatto per secoli una città vera, punto di riferimento per una vasta area costiera della nostra bellissima regione.
Una crisi  cresciuta esponenzialmente in questi due anni: eventi esterni certamente ma anche un bel pò di confusione sempre seguendo e mai governando i fatti.
Beghe politiche di basso livello per poltrone vuote di idee, ronde padane al limite della farsa, innovazione tecnologica perfetta sconosciuta, operazioni immobiliari scambiate per passaggi chiave del futuro della comunità varazzina, crisi drammatica dei soggetti produttivi del tessuto economico della città e sopratutto tanta lenta decadenza, sempre più accellerata che stan facendo di Varazze una delle tante città tristemente anonime.
Simbolo di tutto ciò? La vendita del simbolo produttivo di 2000 anni di storia ovvero l’erede più noto di tanta ricchezza culturale e identitaria: il marchio Baglietto andato senza colpo ferire al miglior offerente.
Cosa è dunque oggi Varazze? Cosa ha ancora da dire al di là dei soliti proclami di una amministrazione di cui si perdono le tracce quotidianamente? Cosa offre a pochi giovani che resistono in una città con una età media spaventosamente alta? Quali scelte ha fatto per le politiche turistiche? Per le politiche ambientali? Per le politiche sociali? Per le scelte infrastrutturali? No, non diteci della Sagra del Titto di turno… perchè i varazzini per ora meritano qualcosa di più….

Liberalismo da monetine

sala2Non erano note le propensioni liberali a prescindere della nostra Amministrazione comunale (nota invece per un corservatorismo autoimmune) ma ora tali propensioni sono note ai più. Basta fare una passeggiata lungo l’Aurelia cittadina.
Sono state concesse infatti, senza alcuna limitazione specifica,  autorizzazioni per l’insediamento di tre nuovi “centri scommesse e giochi” dedicati cioè
a chi proprio non può fare a meno di mettere soldi nelle slotmachine. Niente di male penseranno molti. In assoluto sarebbe così se tutti noi avessimo il culto anglosassone della piena responsabilità individuale condita, magari, da una robusta capacità culturale e di discernimento. Purtroppo però non è cosi e l’esperienza insegna che questi luoghi del gioco legale incoraggiano, inevitabilmente, a fare qualche giocata in più che talvolta diventa dipendenza con esiti sociale ed economici pesanti anche per le famiglie coinvolte. Certo non sarà colpa dei tre locali in più che hanno trovato casa contemporaneamente nella nostra città ma di certo così non si scoraggia un fenomeno che con una crisi economica pesante trova sempre di più persone disposte a tentare la fortuna sperando che non scappi di mano….il controllo del potafoglio.
Tutti liberi ci mancherebbe e tutti adulti lo si ribadisce. Però in molte città sono stati posti giustamente e con scrupolo dei vincoli di localizzazione (vicinanza scuole, etc.) e sopratutto sono state fatte considerazioni di opportunità sociale che, ci pare, in questa Giunta comunale di Varazze non sono state valutate forse neppure per un minuto.

Si, sono passati 5 anni e di fatti ne abbiamo visti e commentati molti insieme, per questo voglio ringraziare i lettori che hanno commentato o semplicemente seguito il blog.
GRAZIE!

 

 

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