Fare chiarezza sul piano regolatore: un affare da 200 milioni di euro. I candidati sindaco dicano la loro.

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Da molti anni Varazze è senza un piano regolatore. Si procede a botte di varianti. Tante che hanno cambiato la faccia della città. E’ davanti agli occhi di tutti la conversione di moltissime pensioni e hotel in appartamenti per seconde case. La cosa non deve scandalizzare: si può guadagnare in 1 anno quello che non si guadagnerebbe in 50 anni di albergo. Tuttavia questo comporta un oggettivo cambiamento urbanistico, sociale ed economico epocale SUL QUALE OCCORRE AVERE LE IDEE CHIARE.

La città è inoltre sovrastata anche da NUOVE abitazioni vista mare sempre più impattanti (e brutte): si compra volumetria in aree prive di interesse (entroterra) e la si trasferisce in zone vista mare dove il loro valore è almeno 10 volte di più. Semplice, immediato. Tutto ciò però è esattamente l’incontrario del motivo per il quale il meccanismo fu inserito: si puntava a popolare l’entroterra come anche l’ex assessore all’urbanista spiegò. O vi fu incapacità di capire o vi fu ipocrisia. CHIARO CHE QUESTO ANDAZZO NON E’ PIU’ SOSTENIBILE. Non possiamo pensare che dopo la “rapalizzazione” si debbano creare nuove parole con il nome della nostra città. Il business è pesante e vale complessivamente oltre 200.000.000 di euro e dalle voci in città si dice che alcuni imprenditori stiano già presentando altri importanti progetti (sempre rigorosamente vista mare).

E’ questo il momento in cui i due candidati sindaci GHIGLIAZZA e PIERFEDERICI dovrebbero dire esplicitamente ai cittadini cosa vogliono fare su:- assenza di un piano regolatore da più di un decennio- meccanismo di accorpamento delle volumetrie sulla costa

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