Autostrade liguri: aumento delle tariffe per gli “schiavi” a quattro ruote

Autostrade liguri: aumento delle tariffe per gli schiavi a quattro ruote

Dal 1° gennaio 2026 è scattato l’ennesimo aumento delle tariffe autostradali in Liguria, giustificato con l’imbarazzante scusa dell’“adeguamento all’inflazione”. Tradotto: i gestori delle autostrade non si assumono alcun rischio d’impresa, né accettano di vedere ridotto il valore reale dei propri incassi. Incassi che, giusto per ricordarlo, nel 2024 hanno superato il miliardo di euro di utili.

La situazione delle autostrade liguri è semplicemente tragica. Da sette anni sono ufficialmente in corso lavori di “ammodernamento” dopo la gestione piratesca di Benetton & C., che per decenni ha pensato ad accumulare profitti dimenticandosi della manutenzione.

Il problema è che in sette anni, altrove, si costruisce una rete stradale nazionale; qui invece assistiamo a cantieri eterni, con pause di mesi, lavori concentrati solo di notte o nei weekend e avanzamenti al passo di una lumaca, senza apparenti controlli seri.

Gallerie in attesa di intervento da anni, corsie chiuse con birilli piazzati e mai rimossi, tratti autostradali trasformati in colli di bottiglia permanenti. Una situazione grottesca, mai vista prima.

Ci sarebbe quasi da ridere, se non fosse che questo circo Barnum lo paghiamo noi, con i nostri soldi. E in cambio riceviamo code assurde, disagi quotidiani e soprattutto rischi gravissimi per la sicurezza, con gallerie dove TIR e auto sfrecciano in direzioni opposte in spazi ridotti, in condizioni che definire pericolose è un eufemismo.

Tutti immagino premiati ai vertici e non solo per questo scempio senza alcun reale controllo e il ricordo chiarissimo di ministri dei trasporti che pochi mesi fa giurarono che non ci sarebbe stato alcun aumento per gli automobilisti liguri.

O ricordiamo male?

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