Le polemiche si accumulano come non mai. Piazza Vittorio Veneto, tra rifacimenti e nuove installazioni, divide. C’è chi la definisce brutta, chi uno spreco, chi un’occasione mancata. Ma c’è anche chi intravede un segnale di cambiamento, un tentativo – timido ma presente – di uscire dalla banalità.
Come i nostri tanti lettori sanno, questo blog scrive in totale libertà, senza condizionamenti. E in una città come Varazze, lasciatemelo dire, questa libertà non è affatto scontata.
Personalmente, ritengo che il progetto di rifacimento della piazza e l’inserimento di un’opera d’arte contemporanea siano una scelta giusta. Varazze, oggi, è una città profondamente provinciale, nel senso più negativo del termine. Stiamo perdendo il collante culturale che tiene unita una comunità. Il centro storico si svuota, le tradizioni si affievoliscono, gli spazi identitari si frammentano.
In questo contesto, può davvero una piazza “un po’ diversa” fare così tanto danno? Davvero il problema è una scultura o un lastricato moderno? I veri danni, temo, li vedremo tra 10 o 20 anni, quando ci renderemo conto delle (non) scelte urbanistiche compiute. Quando sarà evidente che affidare totalmente l’urbanistica alle leggi regionali – valide per tutta la Liguria, ma cieche rispetto alla specificità dei singoli territori – è stato un errore. Qui, a Varazze, sono stati convertiti oltre 80 alberghi, con un impatto antropico impressionante. Ma di questo si parla molto meno.
Tornare ad avere il coraggio di uscire dalla banalità delle opere pubbliche è, secondo me, un buon segnale. Piazza Vittorio Veneto potrà anche non piacere. Potrà apparire “brutta” a qualcuno. Ma almeno non è scontata. Non è inutile. E forse, proprio per questo, ha una chance di diventare un riferimento urbano. Per una piccola piazza, non è poco.
Oggi il Comune ha ricevuto il Decreto del Presidente del TAR Liguria Giuseppe Caruso datato 18 luglio che accoglie la domanda di adozione di misure cautelari provvisorie e ordina l’immediata sospensione dei lavori di riqualificazione della Piazza.
Il TAR ha già fissato la data della Camera di consiglio per la trattazione collegiale del Ricorso.
Il Decreto è basato sul fatto che il TAR intravede il pericolo concreto (anzi la certezza) che il rapido ritmo di avanzamento dei lavori impresso (e documentato) avvenuto la settimana scorsa, dopo il fermo di un mese e mezzo, possa determinare un’irreversibile trasformazione della Piazza prima della Camera di consiglio.
Quindi solo una misura cautelare provvisoria può permettere di arrivare all’udienza evitando il prodursi di danni irreversibili, causando con ogni probabilità un pregiudizio irreversibile per la posizione dei ricorrenti e per l’interesse pubblico.
In sintesi, riassumo gli accadimenti dell’Amministrazione di Varazze :
– 3 giorni di lavori dopo l’apertura cantiere in fine maggio, senza alcun preavviso ai residenti
– un mese e mezzo di fermo cantiere, dopo le nostre PEC al Comune, lasciando la Piazza in condizioni pietose (rifiuti, detriti, pezzi di vestiario, bottigliette a valanga, i lampioni di ferro battuto abbandonati per terra come documentato da noi e anche dalla stampa)
– dopo il ricevimento del Ricorso al TAR di lunedì 13, arrivano il martedì 14 scavatrici e operai in gran forze e per 4 giorni scavano a grandissimo ritmo
– ora il blocco assoluto dei lavori fino alla discussione del Ricorso
– la Piazza ora è occupata da 2 metri di detriti, terra, pezzi di scalinate, 8 tombini bloccati con rischio temporali
Nessun commento, i fatti parlan da soli.
A volte i semplici cittadini possono far sentire la propria libera voce…
Personalmente, a parte il fatto che non trovo nulla che non vada nella già graziosa piazzetta, ritengo che fosse uno spazio comunitario, identitario, non provinciale, quando – fino a qualche decennio fa – vi si trovavano le bancarelle dei libri. Una statua di Nettuno… e non si parla nemmeno di un’installazione temporanea, che già di per sé sarebbe obbrobriosa (vedi gli esempi di Pietrasanta, che però vive di gallerie d’arte). Per ridare vita reale a Varazze non serve a nulla, se mai servirebbe non costruire altri edifici-dormitorio brutti e fuori contesto come quelli del porto, ma ristrutturare nel pieno rispetto gli edifici storici (piazze incluse).
Dopo aver violato il porticciolo, il retroporto, piazza dante e la passeggiata di levante, ora ci manca le piazze… io non dimentico l’aiuola con l’eucalipto davanti al comune che avete tolto per far spazio a quell’inutile sottopasso con ascensore mai installato, tralaltro soggetto ad allagamenti… e quel poco di verde che c’era, soppresso da cemento e catrame…. Varazze é appena 2 km di paesino di pescatori non la succursale di una Milano marittima qualunque, non sto dicendo che i capannoni fatiscenti dovessero restare, ma nemmeno che venissero sostituiti da quegli inutili palazzi per ricchi illusi….
Tutto questo can can per 3 arbusti che presto saranno rinsecchiti, perché piantati in 2 cucchiai di terra ed una statua opinabile, bella o brutta è soggettivo, che probabilmente verrà vandalizzata in tempi brevi? Questi sono i progetti di un’amministrazione che ha evidenti difficoltà gestionali. Ma abbiamo già avuto di peggio e avremo difficilmente di meglio
In verità, avendo richiesto Accesso agli Atti all’amministrazione, da comune cittadino non residente a Varazze, ma con appartamento da 15 anni in Varazze, nella Piazza in argomento e da sempre aime’ innamorato di Varazze, posso fornire alcuni “fatti” più che opinioni:
– i costi, suddivisi per tipologie, oltrepassano 1.250.000 €
– il bosco che verrà installato nella Piazza, 19 alberi, 47 grandi arbusti e cespuglioni, 976 arbusti e verde tappezzante; nulla ha a che vedere con le Palme sulla passeggiata prospicente a pochissimi metri dalla Piazza e con la tradizione e stile di Varazze
– verranno disinstallati gli splendidi lampioni in ferro per luci modernissime ad antenna
– la statuetta di Nettuno (320.000 €) viene installata in una Piazza piccola e secondaria invece che in area centrale di Varazze
– lo strano gabbiotto, esteticamente orribile, su un lato
– le molte nuove panchine che rappresenteranno un sollievo notturno per le notti estive delle gang ben conosciute dai residenti
– la “riqualificazione” dell’area per negozi/commercio/turismo non ha ragion d’essere, poichè negli ultimi 60 anni non ci sono stati negozi né commercio nella Piazza e nei dintorni, anzi si sta svuotando anche Via Cova verso il Porto
Io non ho assolutamente nulla contro il nuovo e le innovazione, ho tutto contro lo spreco di soldi pubblici dei cittadini e la mancanza di senso estetico, stile, tradizione e cultura.
Cordialmente
Francesco