Piazza Vittorio Veneto a Varazze: tra polemiche, identità e coraggio urbano

Le polemiche si accumulano come non mai. Piazza Vittorio Veneto, tra rifacimenti e nuove installazioni, divide. C’è chi la definisce brutta, chi uno spreco, chi un’occasione mancata. Ma c’è anche chi intravede un segnale di cambiamento, un tentativo – timido ma presente – di uscire dalla banalità.

Come i nostri tanti lettori sanno, questo blog scrive in totale libertà, senza condizionamenti. E in una città come Varazze, lasciatemelo dire, questa libertà non è affatto scontata.

Personalmente, ritengo che il progetto di rifacimento della piazza e l’inserimento di un’opera d’arte contemporanea siano una scelta giusta. Varazze, oggi, è una città profondamente provinciale, nel senso più negativo del termine. Stiamo perdendo il collante culturale che tiene unita una comunità. Il centro storico si svuota, le tradizioni si affievoliscono, gli spazi identitari si frammentano.

In questo contesto, può davvero una piazza “un po’ diversa” fare così tanto danno? Davvero il problema è una scultura o un lastricato moderno? I veri danni, temo, li vedremo tra 10 o 20 anni, quando ci renderemo conto delle (non) scelte urbanistiche compiute. Quando sarà evidente che affidare totalmente l’urbanistica alle leggi regionali – valide per tutta la Liguria, ma cieche rispetto alla specificità dei singoli territori – è stato un errore. Qui, a Varazze, sono stati convertiti oltre 80 alberghi, con un impatto antropico impressionante. Ma di questo si parla molto meno.

Tornare ad avere il coraggio di uscire dalla banalità delle opere pubbliche è, secondo me, un buon segnale. Piazza Vittorio Veneto potrà anche non piacere. Potrà apparire “brutta” a qualcuno. Ma almeno non è scontata. Non è inutile. E forse, proprio per questo, ha una chance di diventare un riferimento urbano. Per una piccola piazza, non è poco.

2 Commenti

  1. Personalmente, a parte il fatto che non trovo nulla che non vada nella già graziosa piazzetta, ritengo che fosse uno spazio comunitario, identitario, non provinciale, quando – fino a qualche decennio fa – vi si trovavano le bancarelle dei libri. Una statua di Nettuno… e non si parla nemmeno di un’installazione temporanea, che già di per sé sarebbe obbrobriosa (vedi gli esempi di Pietrasanta, che però vive di gallerie d’arte). Per ridare vita reale a Varazze non serve a nulla, se mai servirebbe non costruire altri edifici-dormitorio brutti e fuori contesto come quelli del porto, ma ristrutturare nel pieno rispetto gli edifici storici (piazze incluse).

  2. Tutto questo can can per 3 arbusti che presto saranno rinsecchiti, perché piantati in 2 cucchiai di terra ed una statua opinabile, bella o brutta è soggettivo, che probabilmente verrà vandalizzata in tempi brevi? Questi sono i progetti di un’amministrazione che ha evidenti difficoltà gestionali. Ma abbiamo già avuto di peggio e avremo difficilmente di meglio

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