I dannati dell’Aurelia – Una condanna peggio dell’ergastolo

Celle Ligure lavori a Santa Brigida

Marco: Hai visto il traffico stamattina tra Albisola Superiore e Savona? Un’ora per fare cinque chilometri.

Paolo: Un’ora? Sei stato fortunato. Io sono rimasto inchiodato sull’Via Aurelia per quasi un’ora e mezza. E ogni volta penso la stessa cosa: ma è possibile che nel 2026 siamo ancora messi così?

Marco: È questo che fa impressione. In cinquant’anni non è stata creata una vera alternativa viaria. Tutto passa sempre e solo dall’Via Aurelia. E saremmo la ottava potenza economica del mondo…

Paolo: E non stiamo parlando di un paesino qualunque. Qui c’è uno dei principali porti dell’alto Mediterraneo, il Porto di Savona. Camion, merci, logistica… tutto su una sola strada.

Marco: Esatto. Il traffico commerciale del porto sulla stessa statale che usano i residenti, i turisti, gli autobus, le ambulanze… è una cosa surreale.

Paolo: E considera la conurbazione: da Varazze fino a Savona vivono più di centomila persone. Tutta questa gente ogni giorno converge sulla stessa identica arteria.

Marco: Senza contare il lunedì. Il lunedì è il capolavoro.

Paolo: Il mercato.

Marco: Esatto, il mercato annonario che blocca letteralmente la città di Savona. Camion, bancarelle, deviazioni… e la viabilità collassa.

Paolo: E nel frattempo continuiamo a sentire parlare dell’Aurelia Bis come se fosse una cosa futuristica.

Marco: Futuristica? Sono vent’anni che è “in costruzione”. Vent’anni… Nel frattempo in mezzo mondo fanno ponti e autostrade in meno tempo.

Paolo: La cosa incredibile è che nessuno riesce a mettere regole semplici nei bandi. Tipo: la ditta che vince deve garantire con una fidejussione l’intero importo dei lavori.

Marco: Appunto. Così se non finisce l’opera o se ci sono problemi, si procede rapidamente con arbitrato, non con cause legali che durano decenni.

Paolo: Invece no. Si finisce sempre nei tribunali e i cantieri restano lì, fermi, per anni.

Marco: Nel frattempo per non sbagliarci anche l’uscita dal casello autostradale scarica tutto sulla stessa strada.

Paolo: Tutto: traffico locale, camion del porto, turisti diretti al mare, pullman delle crociere…

Marco: Già, le crociere. Migliaia di passeggeri che sbarcano dal Porto di Savona e i pullman devono infilarsi nella stessa arteria già congestionata.

Paolo: E se c’è un’emergenza sanitaria?

Marco: L’ambulanza deve fare lo slalom tra le macchine sull’Via Aurelia. È assurdo pensarlo, figuriamoci viverlo.

Paolo: Alla fine il paradosso è questo: porto internazionale, turismo, crociere, centomila abitanti… e una sola strada.

Marco: Già. Non è il traffico a essere assurdo.

Paolo: Secondo me c’è solo una cosa da fare, tutti i sindaci della zona si incatenino davanti alla Prefettura non muovendosi fino a quando ci saranno documenti firmati nero su bianco. Alternative realistiche?

Marco: Nessuna.

Paolo: Già…

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