Passare all’azione

24.000 residenti in meno in Provincia di Savona in 10 anni. Circa 1000 a Varazze reali al netto dei secondocasisti finti residenti.
Un dato ISTAT (il primo) drammatico: in sostanza il nostro territorio esporta giovani laureati e importa anziani in cerca della Florida europea.
Tutto ciò avrebbe un senso se esistesse per lo meno un’economia che offrisse servizi per questi cambiamenti in atto, oltre all’offerta consolidatissima di microcase.
40 anni fa un politico di livello come Ugo Intini che nella nostra provincia era di casa ne parlava già. In 40 anni questa economia della Terza Età non è mai decollata, riducendo a zero o quasi la crescita di servizi a supporto di una richiesta che non produce indotto economico.
Anzi produce inevitabilmente uno stress dei servizi in primis di quelli di assistenza socio-sanitaria e poco altro.

La fuga dunque dei giovani continua desertificando un territorio che non tiene più dal punto di vista sociale e demografico.
Non c’è al momento una risposta.
Da tempo su queste pagine insistiamo perché ci sia:
– una politica di social housing riservata a coppie giovani
– la creazione di spazi di coworking con spazi e servizi comuni messi a disposizione dal Comune ad esempio ricavando spazi dal convertendo “Fatebenfratelli” o da altre conversioni di hotel e alberghi dove si potrebbe trovare per una parte soluzioni di aree pubbliche con questo scopo.
– la creazione di una Società di servizio comunale o per lo meno una convenzione con FILSE o altre aziende di servizio pubbliche con l’obiettivo di offrire questo tipo di servizi per attirare nuove aziende giovanili sul territorio con offerte di bonus e infrastrutture.

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