Rifiuti non ti conosco. Siamo un pò da terzo mondo….

A Varazze c’è un problema di cui si parla troppo poco: la scarsa attenzione di una parte dell’utenza nel rispettare le regole della raccolta differenziata.

Basta aprire il cassonetto dell’umido per rendersene conto. Non parlo di tutti, perché tanti cittadini fanno il loro dovere con scrupolo. Ma per molti l’organico è diventato un “ci butto dentro di tutto”. Invece dei residui di cibo conferiti con sacchetti biodegradabili, ci finiscono sacconi neri da 50 litri pieni di qualsiasi cosa: plastica, indifferenziato, materiali che nulla hanno a che fare con l’umido.

Il risultato? Un danno ambientale doppio.
Primo: si compromette la qualità del rifiuto organico, rendendo più difficile e costoso il recupero.
Secondo: si abbassano le percentuali di riciclo, con effetti sull’intero sistema e sui costi collettivi.

Certo, esistono controlli e multe. Ma sono sempre “mai abbastanza”. E soprattutto il problema non si risolve solo con le sanzioni. A monte manca, in una parte della popolazione, una cultura della responsabilità. La raccolta stradale a libero accesso – senza le restrizioni e la tracciabilità del porta a porta – sembra per alcuni diventare un invito al “liberi tutti”. “Tanto nessuno vede.” E invece il conto lo paghiamo tutti.

Eppure le informazioni non mancano. Ci sono opuscoli, campagne informative, il sito web dedicato, perfino l’app moderna di SAT Servizi Ambientali Territoriali con tutte le indicazioni possibili su come differenziare correttamente. La città è sostanzialmente pulita ma dentro i cassonetti le vecchie abitudini non muiono mai.

Il punto, quindi, non è la mancanza di strumenti. È la volontà di usarli.

La differenziata non è un favore al Comune o al gestore. È un gesto minimo di civiltà verso il luogo in cui viviamo. Se vogliamo un ambiente più pulito, meno costi e un sistema più efficiente, serve uno scatto culturale prima ancora che normativo.

Perché il rispetto delle regole, quando si parla di beni comuni, non dovrebbe dipendere dal fatto che qualcuno ci stia guardando.

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