CASE DI COMUNITA’: ACCORDO CON ARENZANO?
Nelle giornate calde delle vacanze pasquali hanno fatto il loro esordio in Liguria, e anche nella provincia di Savona, le Case di Comunità. E, a giudizio quasi unanime, hanno dimostrato subito la loro utilità: oltre 1200 persone si sono rivolte a queste strutture per piccoli problemi di salute, evitando di intasare ulteriormente i pronto soccorso.
Un risultato importante, che conferma quanto fosse necessario rafforzare la sanità territoriale, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico.
Proprio per questo, preoccupa l’assenza di una Casa di Comunità a Varazze. Una scelta all’epoca onestamente non comprensibile, considerando la posizione strategica della città e il forte aumento della popolazione nei mesi primaverili ed estivi.
Le alternative più vicine sono Vado Ligure e Arenzano, dove l’ospedale della Colletta è stato riconvertito anche per svolgere questa funzione. E’ evidente che Vado Ligure risulta di fatto impraticabile per i cittadini di Varazze e Celle: prima di arrivarci, si incontrerebbe il pronto soccorso del San Paolo. Resta quindi solo il riferimento verso Arenzano.
Il risultato è una carenza evidente — e per certi versi drammatica — di servizi sanitari territoriali nel levante savonese. Un territorio che, nei mesi estivi, arriva a contare tra i 70.000 e gli 80.000 residenti non può permettersi una rete sanitaria così fragile.
Questo tema deve diventare una priorità assoluta per il dibattito cittadino e per le scelte future del territorio.
Le strade, a questo punto, sono due:
-costruire un accordo con la sanità privata convenzionata, disponibile a investire su Varazze;
-oppure strutturare in modo serio e accessibile l’utilizzo dei servizi di Arenzano e dell’ospedale della Colletta.
Abbiamo perso il treno della Casa di Comunità. Ma non possiamo permetterci di perdere anche quello della programmazione e delle soluzioni.
Perché la salute di un territorio non può essere lasciata indietro.
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