Albicocche, olio e negozi con contributo. L’entroterra si muove. E a Varazze?

Di questi giorni l’appello di Sparso (presidente della confererazione provinciale degli agricoltori). Le albicocche di Valleggia? Già finite da tempo (e aggiungiamo noi a prezzi giustamente stellari). Sparso racconta di una riduzione progressiva delle coltivazioni delle straordinarie albicocche ricercate in tutta Italia e letteralmente introvabili. Uniche per profumo e gusto.

Le coltivazioni si concentrano oramai nel quilianese. Eppure Sparso un esperto del settore, spiega che con soli 80 alberi già si avrebbe una convenienza economica a coltivarle. E ci credo perché le ho viste anche a 10 euro il kg….

Mi chiedo con tutto l’entroterra enorme di Varazze perché il Comune con le associazioni di categoria non promuovono e agevolino aziende giovanili che vogliano investire seriamente. Non lo abbiamo mai fatto concretamente almeno negli ultimi 50 anni e non si capisce perché a fronte di un abbandono costante.

Dall’altra parte della Riviera c’è l’esempio dell’attivissima e molto ben amministrata cooperativa degli Olivicoltori del Tigullio guidati da Giampaolo Sanguineti (direttamente dalla Normale di Pisa!), che sta recuperando spazi crescenti per l’olivo: quest’anno il bilancio economico è stato di ampio utile e molti giovani dopo corsi stanno dedicandosi alla coltivazione dell’ oro giallo dai costi giustamente sempre crescenti. Chiamiamolo, chiediamogli una consulenza…copiamioli!

Esiste infine lampio argomento di contributi sostanziali per chi apre attività nell’entroterra elargite dalla Regione Liguria. Il bilancio è ampiamente positivo perché molte aziende locali hanno investito o aperto attività ex novo. Sono tentativi certo, alcune volte vanno bene altre no… Abbiamo “spinto” per queste opportunità? Abbiamo qualche investimento fatto?

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