VARAZZE: LA GRANDE FUGA?

Un amministratore (e un politico) attento deve capire come sta cambiano la sua città: per farlo deve leggere anche i dati, le statistiche. Non è un “di più”.

Cosa sta succedendo nella nostra Varazze? Da un’analisi empirica (i dati se ci sono non vengono diffusi e non parliamo del “banale” numero di residenti) stanno succedendo alcune cose precise:

  1. una “fuga” di residenti storici varazzini per lo più economicamente produttivi verso l’entroterra (talvolta nelle frazioni, spesso in Comuni limitrofi). Costi immobiliari ridotti di 2/3, servizi a misura d’uomo talvolta efficienti. Con il costo di due garage a Varazze si comprano delle villette intere.
  2. fuga dal centro storico sempre più svuotato dai residenti veri esattamente come accaduto in piccolo a Celle Ligure: le famiglie o i cittadini per lo più “produttivi” economicamente tendono a “togliersi” dalla confusione di una città costantemente costipata. Letteralmente assediati il sabato mattina, strade impercorribile nei week-end, preferiscono allontanarsi anche perché per fare un bagno e andare al mare possono bastare 10 minuti di motorino. Servizi generali per lo più scadenti (a Varazze esiste solo un ambulatorio pubblico rigorosamente chiuso la domenica e il sabato pomeriggio) per una città estiva da 40.000 persone.
  3. Entrata sempre più consistenti di neo “residenti” che acquistano mono e bilocali per vivere la Varazze estiva e dintorni, oppure qualche fine settimana ma che per quanto “residenti” non vivono che poche settimane in città e in modo sostanzialmente estraneo alla Comunità. E quasi sempre “scompaiono” almeno da ottobre a marzo.
  4. Boom di migliaia di unità immobiliari con uso, per metratura, totalmente escluso a chi volesse tirare su famiglia e vivere quì. Una rarità oramai. Sempre che si abbiano 300.000 euro per un bilocale e 100.000 per un garage.

Non so se dall’Ufficio statistica del Comune nei prossimi giorni saranno puntualmente pubblicati dati anagrafici. Personalmente eviterei comunque perché sono dati che non dicono assolutamente nulla di quanto descritto qui sopra a meno che non siano stratificati sulla base di più variabili che ovviamente non sono disponibili.

Varazze cambia. La generazione adulta negli anni ’60 e ’70, quella del boom anagrafico segue l’arco della vita. La città perderà inevitabilmente usi, costumi, tradizione e lingua. Non è un’opinione è matematica.

Ci si chiede se gli estensori del mitico Piano Regolatore in stand by da 7 anni il problema se lo siano posto. Certamente è in corso, piaccia o non piaccia, la grande abbuffata di nuove unità immobiliari per un ammontare stimato di giro d’affari di almeno 200 milioni di euro.

Buona notizia? Probabilmente sì se si guarda una spanna oltre il naso. Non credo buona se si lavorasse come accadde in politica in passato, cercando di pianificare un disegno di città chiaro e condiviso.

Viviamo alla giornata. Speriamo sia una buona giornata per tutti.

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