Le aziende multinazionali che operano nella produzione di energia eolica dispongono di una innegabile “potenza di fuoco”. I loro profitti in Italia per via della normativa favorevole, sono semplicemente enormi e dunque di conseguenza si muovono con aggressività commerciale e azioni di significativa pressione lobbistica.
Purtroppo, tra i loro target primari c’è e rimane la Liguria e la nostra provincia in particolare, ventosa per eccellenza, con scarsa presenza in termini di abitazioni sui crinali e nelle zone verdi, e dunque, fornendo grandi aree teoricamente disponibili per il business di settore.
Una preda dunque molto ghiotta. Forti sono le rimostranze delle comunità locali che lottano non contro i mulini a vento ma contro enormi pale “a vento” che non portano praticamente nulla alle Comunità locali se non lo sfregio dei loro paesaggi.
Esiste una evidente spoporzione tra vantaggi sul territorio e installatori di pale eoliche industriali. Per altro i benefici ambientali (sui quali ovviamente puntano amplificando la prosopopea ambientale) sono oggttivamente discutibili, mentre ciò che non è discutibile è l’enorme vantaggio tariffario e immagino fiscale di cui godono chi installa.
E’ una tecnologia quella eolica che ha un impatto negativo ambientale enormemente superiore rispetto a quella fotovoltaica: dunque un altro buon motivo per respingere gli assalti dei lobbisti che curano i legittimi interessi tuttavia non utili alla Comunità.
Varazze è anch’essa con il suo enorme territorio un boccone sicuramente interessante. L’amministrazione in un recente passato ha già dichiarato insieme ad altri Comuni la contrarietà a trasformare i nostri territori in parchi eolici in bella vista.
p.s. un senso avrebbe se i gestori si facessero carico dei servizi anti incendio boschivo ovvero controllo, allerta e intervento e ripristino boschivo h24 per 365 giorni l’anno per vaste aree boschive dove sono collocati a loro impianti
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