Nei giorni scorsi un TIR proveniente da Cogoleto ha imboccato per errore le strade del comprensorio dei Piani d’Invrea, finendo incastrato in via Pini d’Aleppo. Un episodio tutt’altro che isolato, dovuto ai continui blocchi e cantieri lungo l’autostrada nel tratto Genova-Savona, che — come annunciato con grande enfasi — si protrarranno complessivamente per circa dieci anni. Un arco di tempo in cui, in altri Paesi, si riescono normalmente a realizzare da zero interi nuovi tratti autostradali.
Le cronache locali sono ormai piene di casi simili, con TIR bloccati nei tornanti liguri: tanto che, nel tratto della strada statale tra Stella e il Giovo, sono stati installati dissuasori permanenti anti-TIR. Una segnaletica più efficace potrebbe però contribuire a prevenire queste situazioni. Da Cogoleto a Varazze, e ancor più nel tratto trafficato tra l’uscita del casello di Varazze e il centro cittadino, manca infatti una chiara indicazione del limite di 50 km/h. L’unico cartello è posizionato al confine tra Cogoleto e Varazze, risultando di fatto poco visibile ai più.
È vero che il Codice della strada impone, per la tipologia di arteria urbana, il rispetto del limite dei 50 km/h all’ingresso in città. Tuttavia, la discesa verso Varazze tende a “invogliare” velocità ben più elevate, con punte che nel rettilineo di Le Roy superano anche gli 80 km/h. Il tutto avviene in un tratto completamente buio e in presenza di attraversamenti pedonali. L’ANAS, competente per la gestione della strada, non è ancora intervenuta, lasciando così persistere un rischio concreto per i pedoni che, al buio, si trovino ad attraversare sulle strisce.

Leave a Reply